Sintesi di teoria e concetti chiave
L'operatore sociale è un professionista della relazione d'aiuto. Lavora con persone di tutte le età, singole o in gruppo, per sostenerle nella crescita personale e aiutarle a partecipare alla vita sociale. Fa parte del sistema dei servizi sociosanitari e lavora sempre insieme ad altre figure.
Non va confuso con l'operatore socio-sanitario (OSS): è un'altra figura, con una qualifica regionale, che si occupa soprattutto dell'assistenza diretta alla persona.
È un modo di guardare la salute e la malattia, proposto dallo psichiatra George Engel nel 1977: lo stato di una persona dipende dall'intreccio di tre dimensioni, che si influenzano a vicenda. Per questo l'operatore le osserva tutte e tre.
Nei servizi residenziali, dove le persone vivono giorno e notte (RSA, comunità educative e terapeutiche); nei servizi semiresidenziali, dove passano la giornata e la sera tornano a casa (centri diurni); nei servizi domiciliari e territoriali, a casa delle persone, nei servizi sociali del Comune, a scuola.
Lavorare in rete significa collegare le diverse risorse che possono aiutare una persona, perché nessun servizio, da solo, basta. L'operatore conosce la rete e la fa funzionare.
L'operatore sociale lavora con persone diverse, ognuna con bisogni propri.
È il primo luogo di cura e di crescita. Oggi ha molte forme: famiglie con un solo genitore, ricomposte dopo una separazione, con genitori dello stesso sesso. Le difficoltà più frequenti sono il lavoro precario, la cura di anziani e malati, la fragilità dei legami.
È l'età in cui si sviluppano movimento, linguaggio e affetti. L'operatore sostiene i genitori nel loro compito e collabora alla tutela dei bambini in difficoltà.
È il passaggio in cui si costruisce la propria identità. Può portare conflitti, isolamento, dipendenze, abbandono della scuola: l'operatore offre ascolto e occasioni di partecipazione.
Non è solo una fase di perdita: gli anziani sono una risorsa. Le sfide sono le malattie, la solitudine, il rischio di perdere l'autonomia; l'obiettivo è l'invecchiamento attivo.
Secondo l'ICF nasce dall'interazione fra la condizione di salute della persona e l'ambiente in cui vive. L'obiettivo è l'inclusione e la massima autonomia possibile; la legge di riferimento è la 104 del 1992, aggiornata dal D.Lgs. 62/2024.
Sono un bisogno che la persona non riesce a controllare. Possono riguardare sostanze (alcol, droghe, tabacco) o comportamenti (gioco d'azzardo, uso eccessivo di internet, dei social o dello shopping).
Metodologie Operative · Indirizzo Servizi per la sanità e l'assistenza sociale